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Amen.
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Sono passato dalla stazione. Forse volevo partire. O sognare che arrivasse qualcuno.
S. Benni (via saneinsane)(via pellerossa)
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Sono così impaurito di perdere qualcosa che amo, che mi rifiuto di amare qualcosa.
J. S. Foer (via bloodylabyrinth)(via bloodylabyrinth)
Posted on January 31, 2012 via Maieutiké with 58 notes
Source: maieutikee
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Mi piace quando mi parla, a prescindere da che cosa mi voglia dire. Mi piace il semplice fatto che voglia dirmi delle cose.
Ethan Hawke. (via bloodylabyrinth)(via bloodylabyrinth)
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Odio essere bipolare. E’ fantastico
(via annapurna75)(via pellerossa)
Posted on January 30, 2012 via Scrivo e non Respiro with 116 notes
Source: annapurna75
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Ci pensai un po’ al perché, ma onestamente non riuscivo proprio a trovare una risposta convincente. Ed era anche ovvio. La risposta non sarebbe mai potuta arrivare pensandoci. Era necessario fare l’esperienza io stesso: dovevo diventare un rilettore.
Così ho cominciato a cercare tra gli scaffali di casa un libro da poter rileggere. Trovato quello che faceva al caso mio (ne cercavo uno non troppo lungo in modo da poterlo rileggere spesso, con una storia scorrevole senza complicati risvolti psicologici e in lingua originale), lo misi sul comodino e quando fu sera, cominciai la mia esperienza di rilettore professionista. Ma dopo le prime cinque riletture ero più confuso di prima.
Non c’è niente d’interessante a sapere una cosa che già sai, mi dicevo. Più sapevo e meno capivo… E mentre me lo dicevo, cominciavo a trovare quello che stavo cercando… Un rilettore non deve leggere per sapere (questo è quello che fa il lettore). Un rilettore deve invece scavare nei significati delle parole e scoprire; come un paleografo che si muove tra diversi piani di lettura deve essere capace di riconoscere le relazioni nascoste tra le varie frasi, il perché di un avverbio, decifrare il geroglifico del pensiero che sta dietro ad una frase, il “tra le righe”, valutare il peso sopraterrestre di ogni parola. Deve cioè leggere l’illeggibile, o quello che a prima vista non si era ancora letto. E dargli un significato, un testo appunto.
E’ proprio così: il rilettore mentre rilegge, riscrive.http://www.ilpost.it/lorenzoderita/2011/11/22/uno-e-molto-piu-di-due/ (via virginiamanda)
Questo, nel mio campo, si chiama “studiare”. E anche no, ecco.
(via impedita)
(via batchiara)
Posted on January 30, 2012 via Virginiamanda with 13 notes
Source: virginiamanda
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Io l’ho sempre detto, che di fare carriera non me ne frega niente.
Per me continuare a fare la receptionist tutta la vita, con turni dagli orari strambi ma che ti lasciano una mezza giornata libera, traendo divertimento e arricchimento dal rapporto con il pubblico ma poi chiudere bottega e andarsene a casa portandosi dietro solo la scatoletta tupperware vuota dove avevi messo il pranzo, non significa “accontentarmi”.
Significa impiegare la giusta quantità di tempo, energie e risorse per ciò che fondamentalmente è solo guadagnarsi il pane, e tenere tutto il resto per la cura degli affetti, della casa, per cucinare, per leggere e guardare film e cazzeggiare su internet e tenersi un blog.
Io penso che se facessi un lavoro che mi costringesse a mangiare i quattrosaltimpadella, stare poco col fidanzato, non andare mai a cena fuori, non vedere gli amici, non andare mai al cinema e a leggere solo racconti brevi perché dei romanzi perdo il filo… io non vorrei fare quel lavoro. Non sarebbe giusto per me.
Mia madre l’ha sempre detto, che avrebbe avuto moltissime opportunità diverse dal fare l’operaia agricola, che le sarebbero piaciute molto di più, le avrebbero dato più soddisfazioni e l’avrebbero stancata di meno: però le avrebbero anche imposto di sacrificare la famiglia, e questo lei non l’avrebbe mai accettato. Quand’ero ragazzina sti discorsi non li potevo senti’, avevo alti ideali, grandi sogni e magnifiche aspettative. Mi ci son voluti 15 anni, ma adesso li ho capiti.Acrimonia, nei commenti qui (via virginiamanda)Posted on January 30, 2012 via Virginiamanda with 9 notes
Source: virginiamanda
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L’amore è sapere tutto su qualcuno, avere voglia di essere ancora con lui più che con ogni altra persona. E’ la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. E’ sentirsi a proprio agio con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride.
A. Einstein. (via noncesostegnochereggaquestopeso)(via bacteriaa)
Posted on January 29, 2012 via MALINCONIA LEGGERA with 95 notes
Source: malinconialeggera
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Se non riesci ad uscire dal tunnel, arredalo.
Geppi Cucciari (via rifugidiemergenza)(via rifugidiemergenza)
Posted on January 29, 2012 via Block quotes with 16 notes
Source: kindlerya
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I legami familiari dalla nascita non esistono. O meglio, è come l’attaccamento per il luogo in cui sei nato: se questi legami non li coltivi, non li curi con amore, muoiono come una pianta senz’acqua. È così. Diventano secchi, aridi, morti. I legami con la propria famiglia non sono ovvi, o facili da gestire, o capaci di sopravvivere da soli.
Nessun legame esiste da solo. E vorrei averci riflettuto prima.
(via lalumacahatrecorna)
Posted on January 29, 2012 via the night's on fire with 19 notes
Source: lanuitestenfeu
