Siamo Semi_Seri (pure noi)
Archivio storico (e antistorico) di notizie, video, foto...insomma di cose che passano..anche di qua...
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figo:
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(via signorponza)
Molti di quelli che stanno da questa parte sono diventati, o sono disposti a diventare, peggiori di quelli che sono. Perché, dicono, è Berlusconi che ci costringe a farlo.
Ecco, è esattamente questa conclusione che respingo con tutte le forze: non voglio essere peggiore di quello che sono; perché lo sarei da quindici anni e ancora per qualche anno, suppongo. E si può essere peggiori in modo cosciente, e addirittura volontario, per un giorno o per una settimana, ma non per un Ventennio. - F. Piccolo su l’Unita’ (via curiositasmundi)
Mi chiamo Solange Magnano e sono morta oggi, primo dicembre duemilanove durante un’operazione di chirurgia estetica. Non pensate che la mia sia stata una morte evitabile, non ho mai avuto scelta. Le vostre facce deformi, i vostri nasi gobbi, la mancanza di simmetria delle vostre arcate sopraccigliari non mi interessano. La geometria disarmonica della vostra faccia è un’anomalia, la bruttezza è una malattia. Rifiuto la vostra miserabile compassione. Ho avuto tutto, ma volevo di più. Sono stata miss Argentina e quando ho sentito la morte sopravvenire nel letto della mia clinica ho chiuso gli occhi e ho pensato che la bellezza stesse riprendendosi tutto quello che mi avevo dato. Ho ringraziato per il debito che avevo con lei e ho pagato il conto.
And now.. The riot of the night
1 Maggio 1991, Milano
Nel 1991 guardavo in tv Gorbaciov e rimanevo ore a fissare quella macchia sulla testa calva.
Der Steppenwolf
La solitudine è indipendenza: l’avevo desiderata e me l’ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri.
"secondo me, questo è un periodo in cui gli uomini hanno paura delle donne...".
in una spiaggia poco serena camminavano un uomo e una donna e su di loro la vasta ombra di un dilemma. l’uomo era forse più audace più stupido e conquistatore, la donna aveva perdonato, non senza dolore. il dilemma era quello di sempre un dilemma elementare se aveva o non aveva senso il loro amore. in una casa a picco sul mare vivevano un uomo e una donna e su di loro la vasta ombra di un dilemma. l’uomo è un animale quieto se vive nella sua tana, la donna non si sa se ingannevole o divina. il dilemma rappresenta l’equilibrio delle forze in campo perché l’amore e il litigio sono le forme del nostro tempo.
il loro amore moriva come quello di tutti come una cosa normale e ricorrente perché morire e far morire è un’antica usanza che suole aver la gente.
lui parlava quasi sempre di speranza e di paura come l’essenza della sua immagine futura. e coltivava la sua smania e cercava la verità, lei l’ascoltava in silenzio, lei forse ce l’aveva già. anche lui curiosamente come tutti era nato da un ventre ma purtroppo non se lo ricorda o non lo sa. in un giorno di primavera quando lei non lo guardava lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova. e ancora oggi non si sa se era innocente come un animale o se era come instupidito dalla vanità. ma stranamente lei si chiese se non fosse un’altra volta il caso di amare e di restar fedele al proprio sposo. il loro amore moriva come quello di tutti con le parole che ognuno sa a memoria sapevan piangere e soffrire ma senza dar la colpa all’epoca o alla storia. questa voglia di non lasciarsi è difficile da giudicare non si sa se è cosa vecchia o se fa piacere. ai momenti di abbandono alternavano le fatiche con la gran tenacia che è propria delle cose antiche. e questo è il sunto di questa storia per altro senza importanza che si potrebbe chiamare appunto resistenza.
forse il ricordo di quel maggio gli insegnò anche nel fallire il senso del rigore, il culto del coraggio. e rifiutarono decisamente le nostre idee di libertà in amore a questa scelta non si seppero adattare. non so se dire a questa nostra scelta o a questa nostra nuova sorte
so soltanto che loro si diedero la morte.il loro amore moriva come quello di tutti non per una cosa astratta come la famiglia
loro scelsero la morte per una cosa vera come la famiglia.io ci vorrei vedere più chiaro rivisitare il loro percorso le coraggiose battaglie che avevano vinto e perso. vorrei riuscire a penetrare nel mistero di un uomo e una donna
nell’immenso labirinto di quel dilemma. forse quel gesto disperato potrebbe anche rivelare come il segno di qualcosa che stiamo per capire.il loro amore moriva come quello di tutti come una cosa normale e ricorrente perché morire e far morire è un’antica usanza che suole avere la gente.
giorgio gaber, “il dilemma”.
lezioni di democrazia.
«Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti» ha detto il premier italiano rivolgendosi al leader bielorusso in conferenza stampa. Lukashenko ha a sua volta ringraziato Berlusconi: «Aveva promesso di venire ed è venuto. Noi - ha proseguito Lukashenko - comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo». Il presidente bielorusso, quello che la passata amministrazione americana definì «l’ultimo dittatore» europeo, ha anche aperto gli archivi del Kgb al premier italiano: parlando di un regalo degno degli «amici importanti» il presidente bielorusso ha consegnato pubblicamente al Cavaliere fascicoli che vengono direttamente dagli archivi dei servizi segreti russi e bielorussi e sono il frutto «di un lavoro certosino». Un privilegio tributato a Berlusconi che permetterà di stabilire «le sorti dei cittadini italiani prigionieri durante la seconda guerra mondiale in Russia e in Bielorussia». I fascicoli consegnati al premier riguardano le informazioni sugli scomparsi in Bielorussia durante la Seconda Guerra Mondiale e su quelli rimasti vittime delle «persecuzioni nell’Unione sovietica degli anni ’30» ha spiegato Lukashenko.
sono sconcertata.
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Photo by Richard Avedon.
